Serie A2 Est – Roseto Sharks
CHIETI-ROSETO: LE PAGELLE DI LORENZO SETTEPANELLA.

I voti ai giocatori del Roseto e del Chieti, dopo il derby di ritorno vinto dagli Sharks.

Roseto degli Abruzzi (TE)
Luned́, 20 Marzo 2017 - Ore 02:00

CHIETI 100
ROSETO 110
Dopo 2 tempi supplementari.

Parziali: 29-20; 23-16 (52-36); 14-26 (66-62); 21-25 (87-87); 8-8 (95-95); 5-15 (100-110).
La partita, le interviste e le foto su ROSETO.com.
http://www.roseto.com/scheda_news.php?id=16064

CHIETI


TRAE GOLDEN 7,5
Insostituibile trascinatore se ce n'è uno, nel corso dei primi 40' martirizza a ripetizione la difesa degli Sharks nonostante l'attenta guardia di Casagrande e gli adeguamenti collettivi. Successivamente, vuoi per mancanza di compagni capaci di costruirsi un tiro, vuoi per sano egoismo, tende a vampirizzare tutti i possessi offensivi delle Furie commettendo, probabilmente per stanchezza e anche per la buona difesa di Mei, molti errori. Si fa carico, nel complesso, del 36% abbondante delle responsabilità offensive delle Furie (tirando 26 volte sulle 71 totali), non riuscendo ad andare oltre, però, un non esaltante 46% dal campo (12/26 in 42 minuti). In realtà gioca due gare nella stessa partita: una, stratosferica, nei tempi regolamentari (25 punti con un buonissimo 9/15), un'altra, mediocre, nei supplementari (nei quali raccoglie 10 punti ma con un brutto 3/11). Alla fine conta 35 punti, mostrando orgoglio da vendere e leadership a profusione, ma la dimensione eccessivamente accentratrice del proprio gioco si rivela un grosso limite. Se avesse ricevuto un po' di supporto dall'unico altro atleta in casacca rossa in grado di crearsi un tiro dal palleggio, l'inconsistente DeCosey, probabilmente la sua gara e quella delle Furie avrebbero preso un'altra piega.

CHRIS MORTELLARO 5,5
Buonissimo lavoro a rimbalzo (9 in 35 minuti), ma la totale mancanza di reattività e dinamismo gli rende difficilissima l'opera del contenimento di Sherrod. In affanno.

MARCO ALLEGRETTI 7,5
Imprendibile per Amoroso e per tutta la difesa degli Sharks. Precisissimo al tiro (18 punti con 7/10 dal campo), molto solido a rimbalzo (10 in 36 minuti). Completamente rigenerato dalla cura Bartocci. Una splendida sicurezza per le Furie.

MATTEO FALLUCCA 6,5
Prezioso nell'opera di contenimento di Smith e in fase di suggerimento (4 assist).

MIRCO TUREL 6
Anche se è ancora poco coinvolto nelle manovre offensive di Bartocci, trova il modo di vibrare qualche zampata e di contribuire anche lui con qualche buon assist.

MATTIA VENUCCI 7
Un paio di preziosi cesti, fra cui un pesantissimo 3 punti a fine tempi regolamentari (quello dell'80-73, al 36'), quindi 6 rimbalzi e addirittura 11 assist. Avrebbe dovuto osare di più in attacco, per togliere un po' di pressione a "One Man Band" Golden. In crescita.

MATTEO PICCOLI 6,5
Il Jack De Vecchi delle Furie contribuisce, con feroce determinazione, alla staffetta difensiva su Smith e trova anche uno splendido tiro dall'angolo. Estremamente utile, avrebbe meritato qualche minuto in più, specie con un DeCosey così impalpabile.

DARIO ZUCCA 6,5
3 rimbalzi ed un bellissimo fade away jumper sono, in appena 10 minuti, tanta roba. Ovvio che Bartocci si fidi di più di Mortellaro, ma non sarebbe stato un errore concedere al ragazzo qualche minuto in più per cercare di contrastare la verticalità di Sherrod.

LUIGI SERGIO 6,5
Spende tantissimo in difesa su Amoroso ma trova anche le energie per scagliare un missile che a molti pare il colpo di grazia per gli Sharks: la tripla che, al 38', li fa sprofondare a -8 (87-79). Mostra grande freddezza e attributi, e forse è il caso che gli si destini qualche altro buono scarico che lo metta nelle condizioni di tirare un po' più delle sole 4 volte di oggi.

QUENTON DECOSEY 4,5
Un paio di canestri e 5 rimbalzi in 30 minuti sono briciole all'interno di una gara che avrebbe richiesto ben altra aggressività e spirito di iniziativa a supporto di Golden. Anche 5 palle perse nello scout di un giocatore parso impaurito, indeciso, fragile, inconsistente.

COACH MAURIZIO BARTOCCI 7,5
Riesce a mettere su un piano partita pressoché esemplare, raddoppiando costantemente Amoroso in pivot basso, impedendogli di girarsi a destra, e usando sapientemente la zona match-up per confondere le idee agli Sharks. In realtà, poi, arriva fin dove lo porta Golden, che alla fine proprio non ne ha più. Esibisce tuttavia una squadra viva, tenace e consapevole, che maschera bene i propri limiti tecnici. Certo, dovrà tirar fuori da DeCosey qualcosa di più di quanto visto questa sera, ma andrà a casa della sofferente Recanati con grande fiducia. La salvezza delle Furie passa per buona parte proprio da lì.


ROSETO


ADAM SMITH 7,5
Le percentuali dal campo (7/22 in 43 minuti) testimoniano una prova assai meno sovrumana del solito, conseguenza dell'enorme intensità difensiva esercitata dalle sentinelle Fallucca e Piccoli e di qualche forzatura di troppo. Quelle dalla lunetta (14/17) indicano tuttavia una costante pericolosità offensiva ed una proverbiale freddezza. Ha nelle mani il tiro della vittoria a fine tempi regolamentari, che finisce sul primo ferro, ma anche se spara con il 32% scarso dal campo, rimane l'uomo a cui recapitare la boccia nei momenti più caldi. Sempre e comunque decisivo.

ANDREA PIAZZA 7
Una dolorosa distorsione lo mette fuori combattimento sul più bello. E pensare che, in appena 9 pregevolissimi minuti, dispensa fosforo (geometrie ed 1 assist), punti (6, con 2/3 dal campo), aggressività (2 recuperi), senza mai risentire del prevedibile impatto emotivo dovuto al suo recente passato chietino, interrotto appena un mese fa. Sempre più utile.

ROBERT FULTZ 7
Altalenante nel corso dei quaranta minuti regolari ma assolutamente decisivo, specie nell'inarrestabile pick and roll con Sherrod, nel secondo supplementare, che poi chiude definitivamente con un canestro ravvicinato più fallo. L'infortunio di Piazza lo tiene in campo molto più del previsto (42 minuti abbondanti), ma nonostante la fatica, anche quando cammina invece di correre, rimane uno straordinario creatore di opportunità.

GIOVANNI FATTORI 6,5
11 minuti di grandissima sostanza: molto lavoro oscuro a protezione della propria area ed un 3 punti pesantissimo, quello del -2 al 35'.

NICOLA MEI 7
Importante in attacco nella prima parte della gara, ma lo è ancora di più nel finale, quando raccoglie il testimone di Casagrande e prosegue egregiamente, specie nel corso del secondo supplementare, il lavoro difensivo su Golden.

RICCARDO CASAGRANDE 6,5
Segue dappertutto quel satanasso di Golden e contribuisce, nonostante una caviglia girata, ad un'opera di affaticamento che alla lunga porta i suoi frutti.

VALERIO AMOROSO 7,5
Soffre moltissimo in avvio, sia perché la difesa delle Furie lo raddoppia in pivot basso, impedendogli di girarsi verso l'interno dell'area, sia perché il suo avversario diretto Allegretti, sul quale è colpevolmente in ritardo, pare Oscar. Viene fuori però alla distanza, mettendo dentro tiri da fuori decisivi (nell'ambito di un non esaltante 5/12), e tirando giù 12 rimbalzi.

BRANDON SHERROD 8,5
Una straordinaria combinazione di dinamismo, potenza, intelligenza, contro la quale le Furie non hanno soluzione. Troppo statico e lento Mortellaro, troppo leggero qualsiasi altro lungo a disposizione di Bartocci, ed il pick and roll con Fultz è l'arma letale con la quale Roseto vince nel secondo ed ultimo overtime. L'imprecisione dalla lunetta (1/7) è davvero l'unica pecca di una prova offensiva che sfiora la perfezione (12/17 da due punti, con un paio di palloni letteralmente sputati dall'anello), e che insieme al dominio a rimbalzo (12) rende l'uomo da Yale l'M.V.P. del derby.

COACH EMANUELE DI PAOLANTONIO 8
L'infortunio di Piazza e la quasi analoga scavigliata di Casagrande non gli impediscono la solita lucida gestione delle rotazioni, ma il capolavoro stavolta è più psicologico che tecnico. Gli Sharks attraversano almeno due momenti critici nel corso dei minuti regolamentari (sempre sotto, -16 a fine secondo quarto, -8 a 2 minuti dalla fine, dopo aver profuso il massimo sforzo, in seguito ad una micidiale bomba di Gigi Sergio, quella dell'87-79), ma ne vengono fuori grazie alla consapevolezza nei propri mezzi. Il time out silente del minuto 19, con uno sguardo truce, con i suoi sotto di 16 lunghezze, è probabilmente l'episodio chiave che scuote e risveglia l'orgoglio degli Squali, che nel terzo quarto rimontano, e nell'ultimo impattano. Quella dei supplementari pare oggettivamente una gara diversa, in primis mentalmente, e nella quale il ripetuto ricorso ai giochi a due Fultz-Sherrod evidenzia i limiti avversari dentro l'area e fa compiere agli Sharks un altro significativo passo verso la post season. Fra sei giorni la prova di maturità più difficile di tutte, oltre che spareggio ed antipasto playoff (pardon, visto l'orario post prandiale, forse è più un ammazza caffé): arriva la Fortitudo di Boniciolli, Mancinelli e Legion. Nella mente di coach Di Paolantonio il countdown è già iniziato.







Stampato il 11-23-2017 16:00:03 su www.roseto.com