[Ricerca Avanzata]
Lunedì, 15 Giugno 2026 - Ore 10:09 Fondatore e Direttore: Luca Maggitti.

Divisione Nazionale A – Play off – BLS Chieti
UNA GITA A TRIESTE, FRA SORGENTONE-NAPOLEONE E IL KAZAKO BONICIOLLI.
Domenico Sorgentone e Enrico Schiavina all’Arena 4 Palme, durante la Roseto Summer League 2007.
[Luca Maggitti]


Matteo Boniciolli e Boscia Tanjevic insieme a Giuliano Spizzico, qualche anno fa al palasport di Trieste.
[Archivio Giuliano Spizzico]


Enrico Schiavina, giornalista di Superbasket, ha visto Gara 1 fra Trieste e Chieti. Ecco il suo imperdibile racconto.

Roseto degli Abruzzi (TE)
Lunedì, 04 Giugno 2012 - Ore 19:45

Ho visto tutto il terzo quarto di gara1 di Trieste-Chieti dalla balconata che si affaccia dietro la curva sud, quella con le vetrate che si nota subito in qualunque immagine filmata di qualunque evento al PalaTrieste.
 
Credo sia uno dei punti di osservazione più suggestivi dal quale seguire una partita di basket in Italia. Da lì si gode di una spettacolare vista d'assieme del PalaTrieste, che è un gioiello di palasport, e si domina la partita dall'alto pur restando relativamente vicini all'azione, sembra di stare in piedi sopra uno dei canestri.
 
Unici aspetti negativi del posto in balconata: non c'è da sedersi, e gli effetti sonori dal campo e dall'arena arrivano molto attutiti dalle vetrate, quasi come negli skybox dei grandi palazzi americani. Ma l'atmosfera della partita la si respira lo stesso ascoltando i pareri della gente, lì in balconata c'è sempre un gran viavai, anche perché proprio lì a due passi c'è il bar, luogo frequentato regolarmente da ogni triestino che si rispetti...
 
I tifosi triestini che avevo attorno in balconata l'avevano capito che per loro non era serata. Dialetto coloratissimo coniugato a una profonda conoscenza del gioco, smadonnavano sonoramente rendendosi conto che in quel terzo quarto l'Acegas stava producendo il massimo sforzo, ma non riusciva a sfondare. Meno atletica e meno profonda, Chieti reggeva benissimo l'urto, anche quando molti dei suoi uomini chiave erano a sedere.
 
In questo il terzo quarto è stato in qualche modo decisivo, anche se ovviamente la BLS gara1 l'ha vinta dopo, con la grande lucidità degli ultimi 5-6 minuti di partita.
 
Forse è proprio questo il tema della serie: man mano che la partita va avanti e si resta in un pantano punto a punto, aumentano le probabilità che a deciderla siano l'esperienza e il carattere temprato nell'acciaio degli abruzzesi, oltre che la comprovata capacità di indovinare il piano tattico del loro condottiero: Sorgentone esce da gara1 come Napoleone ad Austerlitz, ha barricato l'area concedendo solo il 43% da due al nemico, mentre l'artiglieria di Dalmasson non è andata oltre il 25% da tre.
 
Allo stesso modo, le chance per Trieste diminuiscono se non riesce ad aprire il campo e lanciare la sua giovane cavalleria leggera (mentre Gialloreto dall'altra parte fa i numeri). Peggio ancora se i suoi veterani, Carra, Zaccariello, Gandini, per un motivo o per l'altro non riescono ad incidere, e tutti vanno a rimorchio di Moruzzi, solito guerriero solitario.
 
Il quarto periodo l'ho visto da una tribunetta laterale, vicino al tunnel, dove la BLS, al rientro negli spogliatoi dopo il grande abbraccio a metà campo, ha incassato anche molti applausi da parte triestina. Gesto notevole, dopo una così grande delusione per una partita così importante, su una piazza che negli anni ha dovuto ingoiare di tutto e che il basket di vertice lo strameriterebbe.
 
Sempre all'uscita delle squadre, tra i mugugni della gran parte dei 3.500 presenti, la curva sud, quella del tifo più caldo, ha invece puntato a scuotere l'ambiente: “tirate fuori i cordoni” era più o meno il coro, evidentemente mirato su gara2. Che poi era la cosa giusta da fare, in una serie che si annuncia lunga, equilibrata, col fattore campo che potrebbe avere un peso molto relativo.
 
Ne erano convinti quasi tutti anche nel backstage. Non abbiamo ancora fatto niente, dice chi ha vinto (ma sorridono a 32 denti, saltellano, non riescono a star fermi...), la serie è appena iniziato dice chi ha perso (ma i musi sono così lunghi che toccano terra...).
 
Andando via incontriamo in parterre Matteo Boniciolli, che è d'accordo: “Squadre vicine, credo che ce la si possa giocare anche a Chieti, mi sembrano persone molto civili”. Va preso come un complimento disinteressato. Al coach dell'Astana Tigers, che quest'anno ha vinto campionato e coppa del Kazakistan ma resta un alfiere della triestinità, la chiosa della giornata: “In questo gioco, di solito sono i veterani che te lo mettono nel c**o”.
 
Viva la sincerità, e viva Trieste. Ma anche Chieti, ovviamente.
 
 
TRIESTE 65
CHIETI 72
Parziali: 14-15; 15-19 (29-34); 13-7 (42-41); 23-31 (65-72).
 
Enrico Schiavina
Stampa    Segnala la news

Condividi su:




Focus on Roseto.com
Roseto.com - Il basket e la cultura dei campanili senza frontiere. - Registrazione al Tribunale di Teramo N. 540 Reg. Stampa del 19.08.2005.
Direttore responsabile: Luca Maggitti   Editore: Luca Maggitti   Partita IVA 01006370678
© 2004-2026 Roseto.com | Privacy | Disclaimer Powered by PlaySoft