“Inno”, lo scorso campionato in Finale di DNA contro il coach che ti ha svezzato a Teramo, Franco Gramenzi; adesso in Finale di DNB contro la tua città, Roseto degli Abruzzi...
«Vedi? Ogni anno una emozione in più oltre a quella agonistica...».
Intanto bravo per le due finali consecutive. Ammesso e non concesso che tu sia un “freddo”, questa non puoi viverla in modo distaccato....
«No di certo, come faccio? In settimana tanti amici rosetani mi hanno telefonato e poi, come dici tu, c’è di mezzo la squadra della mia città, dove ho anche giocato nella stessa categoria (campionato 2006/2007, B2 con coach Marcello Perazzetti, n.d.r.)».
Hai visto o ti hanno detto dei 3.500 spettatori al PalaMaggetti, contro Trapani?
«Ho saputo e sono contento per Roseto. Lasciami però dire che gli sportivi rosetani amanti del basket al palazzetto ci vanno sempre. Sono quei mille – forse 800 – che ci andavano anche in C2. E fra di loro ci sono quelli che mi hanno telefonato e che so che mi applaudiranno quando mi rivedranno in campo, a prescindere dalla maglia che indosserò».
Voi dominatori del campionato in stagione regolare e rulli compressori nei playoff, Roseto outsider, che ha sofferto molto sia contro il Bisceglie sia contro il Trapani. Risultato scontato?
«Ovviamente no. Ogni serie fa storia a sé. Tutto quello che è stato fino al giorno prima della Finale non conta niente. Noi abbiamo soltanto una cosa in più, che dovremo essere attenti a sfruttare al meglio: il fattore campo».
Il pubblico com’è?
«Abbiamo avuto un pubblico crescente in stagione regolare, fra le 800 e le 1.000 persone. C’è un ambiente molto calmo, non è una fossa dei leoni. Nei playoff, paradossalmente, il pubblico è un po’ sceso. Vediamo se per la Finale aumenta».
Tu e Zaccariello lo scorso campionato avete vinto la DNA, come mai la scelta di “retrocedervi” in DNB?
«Posso dirti come è andata a me. Ho atteso una decina di giorni dopo la vittoria del campionato, per sapere se Trieste mi avrebbe tenuto in Legadue. Appurato che per me non c’era spazio, ho accettato l’offerta di una società che stava costruendo una squadra forte e ambiziosa, guidata da un bravo coach».
A proposito, con Giulio Cadeo tutto bene?
«Sì. Lui è un allenatore che pretende un forte gioco di squadra. Quando siamo arrivati Zaccariello e io, avrebbe anche potuto pensare che scendevano in DNB a “fare le vacche”, ma così non è stato e quindi ci siamo trovati subito».
DNB per DNB, non potevi firmare a Roseto?
«Non posso risponderti, perché non me lo hanno chiesto. Ho soltanto parlato una volta al telefono con Marco Verrigni, ma una offerta vera e propria non c’è stata».
“Inno”, comunque vada, complimenti per la tua carriera e al piacere di rivederti a Roseto con la tua famiglia...
«Grazie, Luca. Se non scendi per Gara 1, ci vediamo a Gara 2 e poi questa estate a Roseto».