SERIE A – Playoff – Finale Scudetto
SIENA-ROMA 89-81 [Serie 2-1]
Inizia ad entrare nel vivo la Finale Scudetto, con una gara3 di intensità nettamente superiore alle due precedenti. Alla fine a spuntarla è la Montepaschi Siena, che si porta sul 2-1 nella serie, e torna a far valere la legge del PalaEstra dopo il ko con Varese in gara6 di semifinale.
Coach Banchi ripropone Eze in quintetto nonostante le ultime sfavillanti prestazioni di Ortner, ma l'unico vero sussulto di un inizio equilibrato è il secondo precocissimo fallo di David Moss. Per il resto le due squadre si equivalgono, e nonostante Roma segni solo due delle prime otto conclusioni tentate, è brava a tenersi a galla sfruttando i tanti tiri liberi a sua dispozione. La squadra di Calvani, in particolare con un ispiratissimo Datome, è perfetta dalla lunetta nel primo parziale (8/8), mentre in casa Mens Sana è Hackett ad incarnare il ruolo di trascinatore: 9 punti e 4 assist per il pesarese nel solo quarto d'apertura.
Siena tocca anche il +8, ma quattro punti consecutivi di Goss riportano gli ospiti a contatto: 28-24 alla prima sirena. Nel secondo parziale gli attacchi sono nettamente meno incisivi, anche per via di qualche minuto di riposo concesso ai big di entrambe le squadre: i protagonisti in avvio sono infatti gli inattesi Janning e Sanikidze da una parte, e D'Ercole (ben supportato da Jones) dall'altra. La storia della partita cambia però improvvisamente: sul 35-35 viene fischiato un fallo antisportivo a Lorant, chiamata che scatena le ire di coach Calvani. Il tecnico romano entra platealmente in campo per protestare contro la decisione arbitrale, e si vede assegnare l'inevitabile tecnico. Bobby Brown concretizza il tutto con 4 liberi, ma sull'azione seguente la situazione si capovolge: e la doppia penalità ai danni di Moss (fallo più tecnico) è forse ancora più grave perché porta l'americano addirittura al quarto personale. Gli ospiti ne approfittano, e con un parziale di 7-0 passano avanti sul 39-43: con l'inerzia a proprio favore e una Siena un po' confusa Roma potrebbe affondare il colpo, e invece qualche incertezza in attacco ridà fiato alla Montepaschi che riesce a riportarsi in parità all'intervallo lungo.
L'avvio di secondo tempo vede come protagonista assoluto Bobby Jones: l'ex giocatore di Teramo è un fattore sia in attacco che in difesa, e riporta i suoi sopra di 5. La Montepaschi però pesca il jolly Eze: il nigeriano, non piú incisivo come un tempo ma a tratti ancora molto pericoloso, segna 8 punti nel solo terzo parziale. Le squadre vanno avanti a folate: Siena piazza un 10-0 di parziale, la Virtus in due minuti passa dal -6 al +5 sfruttando la prima fiammata di Jordan Taylor. Una preziosissima tripla di Carraretto a pochi secondi dalla terza sirena vale il 62-64, preludio ad un ultimo quarto di grande intensità.
Banchi reinserisce Moss, a sedere ormai dal secondo quarto, che nonostante i 4 falli si fa valere in difesa ma non punge in attacco. E così, aldilà di un paio di iniziative di Hackett, in fase offensiva la Mens Sana fatica a trovare gli automatismi giusti, e Roma si riporta avanti di 7 con un raro canestro di Lawal. La partita sembra aver preso la sua direzione, ma Siena tira fuori dal cilindro Bobby Brown: il play americano aveva sparacchiato nei primi due quarti (2/9) e sembrava addirittura uscito dalla partita (un solo tiro tentato nel terzo quarto). Invece è proprio lui l'uomo della svolta, con 12 punti negli ultimi 4 minuti e tre bombe praticamente consecutive che spezzano in due l'Acea. Roma infatti dal 71-77 non riesce più a segnare, e subisce un terrificante 15-0 di parziale che la mette definitivamente al tappeto. Gli ultimi secondi servono ormai solo a fissare il punteggio sull'89-81 in favore dei padroni di casa.
Vittoria sofferta ma di fondamentale importanza per la Mens Sana. Anche perché un successo di Roma, tutt'altro che impossibile per come si era messa, avrebbe nettamente cambiato il corso della serie. Come tante volte quest'anno, nel momento decisivo Siena si è affidata alle prodezze dei singoli: spesso è stato decisivo Hackett, altre volte è toccato a Moss, ieri sera ci ha pensato Bobby Brown. Fino al 35º la prova del folletto biancoverde era da considerarsi altamente insufficiente, e in caso di sconfitta sarebbe stato probabilmente uno degli indiziati principali. Ma nel basket bastano cinque minuti (a volte anche cinque secondi) per cambiare la storia di una partita, e Brown infilando un'incredibile serie di canestri si è preso in mano Siena nel momento più importante. Coach Banchi nel finale gli ha lasciato in mano le chiavi della squadra, ed ultimamente non era accaduto spessissimo vista l'esplosione di Hackett.
Al di là del play losangelino, che ha già abituato i suoi tifosi a break pazzeschi (sia in positivo che in negativo) un peso importantissimo l'hanno avuto i problemi di falli di David Moss. Non tanto in fase offensiva, ma in difesa i soli 16 minuti di impiego dell'ala americana si sono fatti sentire: non è un caso che negli ultimi tre minuti, con Moss sul portatore di palla, l'Acea abbia segnato due soli punti. Anche il difensore più forte del campionato, però, nel primo quarto non aveva potuto quasi nulla contro Datome: l'MVP del campionato sta tornando sui suoi livelli, ed era chiaro che Roma non poteva prescindere da una sua grande prestazione per giocarsi le proprie carte anche al PalaEstra. Con 25 punti e 10/10 ai liberi il sardo ha trascinato i suoi, anche se nell'ultimo periodo si è un po' offuscato (merito anche della difesa di casa).
Il vero problema della Virtus, che ha tirato con percentuali nettamente più basse dal campo ma si è guadagnata quasi il doppio dei liberi, è stata l'asse play-pivot: Taylor ha avuto una fiammata a fine terzo quarto, ma complessivamente non ha inciso. Così come Lawal, ancora in difficoltà in difesa ma anche piuttosto spaesato in attacco: non giocava solo 20 minuti da gara4 contro Reggio Emilia. Eppure Roma, nonostante il solito modesto contributo della panchina (eccezion fatta per D'Ercole che piazza due triple importanti da ex), è andata davvero vicina al colpaccio. Adesso sarà fondamentale la reazione dopo una sberla del genere: ripetendo lo stesso approccio, in gara4 l'Acea può riprovarci con fondate speranze, anche perché difficilmente Siena ritroverà un 15-0 di parziale nell'ultimo quarto. Ma se dovesse prevalere lo sconforto, un'altra vittoria dei toscani ed il conseguente 3-1 indirizzerebbero la serie verso la Montepaschi. Occhi puntati dunque sulla partita di domani sera, che a questo punto potrebbe assumere un'importanza determinante per l'intera serie finale.
LEGADUE – Playoff – Finale
Riprende stasera, dopo una lunghissima pausa di sei giorni, anche la Finale di Legadue: Pistoia è avanti 2-0 e proverà a chiudere i conti già al primo match-point. La squadra di Moretti non è stata brillantissima in attacco finora, ma con un'ottima difesa e la maggiore esperienza dei suoi veterani, oltre a un pizzico di fortuna, ha prevalso in entrambe le occasioni. Dall'altra parte, la Leonessa ha ancora il dubbio-Jenkins: l'americano si è infortunato durante gara1, e non ha giocato un solo minuto nella seconda sfida. Per stasera il suo impiego è ancora incerto: l'eventuale assenza sarebbe una tegola non da poco per la squadra di Martelossi, che comunque senza il suo americano ha avuto il tiro per vincere gara2. E quindi scenderà in campo senza timori, provando ad allungare una serie in cui aldilà dello 0-2 Brescia se l'è giocata praticamente alla pari. Appuntamento per le 20.30, in un San Filippo gremito anche dalla presenza di tantissimi tifosi ospiti: lo spettacolo non dovrebbe mancare neanche sugli spalti, come avvenuto al PalaCarrara.