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Martedì, 9 Giugno 2026 - Ore 17:17 Fondatore e Direttore: Luca Maggitti.

Il Mohicano del basket [Stefano Blois]
PLAYOFF SCUDETTO: SIENA A UN PASSO DAL TRICOLORE.
PLAYOFF LEGADUE: BRESCIA NON MOLLA.
Benjamin Ortner, del Siena.

Justin Ray Giddens, del Brescia.

Stefano Blois, indiano del basket classe 1994, ci racconta Gara 4 della Finale Playoff Scudetto fra Roma e Siena.

Roseto degli Abruzzi (TE)
Martedì, 18 Giugno 2013 - Ore 18:45

SERIE A – Playoff – Finale Scudetto
 
SIENA-ROMA 81-71 [Serie 3-1]
 
La Montepaschi Siena bissa il successo di gara3 e, mantenendo ancora inviolato il PalaEstra, supera 81-71 l'Acea Roma portandosi sul 3-1 nella serie.
 
Rispetto alla partita di sabato però variano tante situazioni già in avvio: nel primo quarto infatti le due squadre si affidano prevalentemente al gioco vicino a canestro sfruttando i rispettivi lunghi. Sono infatti Ortner ed Eze da una parte (12 punti in due), e Lawal dall'altra a fare le veci dei vari Brown, Datome e Moss nel primo parziale. Il centro di Roma in particolare, dopo una gara3 molto negativa in cui non aveva segnato per tre quarti, tiene a galla una Virtus scivolata anche a -8, ma brava a riportarsi ad un solo punto di distanza al primo mini-intervallo.
 
Anche nel secondo parziale gli ospiti continuano ad affidarsi con buoni risultati al gioco interno (13/19 da due nei primi 20 minuti), e dall'altra parte Siena nonostante le triple di Brown e Sanikidze non riesce a costruirsi un buon margine di vantaggio. Anche perché Roma è brava a distribuire bene i suoi possessi offensivi, mandando a referto ben sei giocatori diversi nel secondo quarto con buone risposte anche da Czyz e Bayley. Con un parziale di 5-0 firmato da Datome e Goss l'Acea raggiunge la parità, prima che due liberi di Ress fissino il risultato sul 39-37 di fine primo tempo.
 
Se i primi due quarti si sono rivelati piuttosto interlocutori, nel terzo la musica non cambia: le squadre si danno battaglia punto su punto, e nessuna delle due conquista più di 4 punti di vantaggio. Sono gli attacchi a prevalere sulle difese, spesso disattente e meno efficaci del solito: numerosi errori individuali portano a canestri facili da una parte e dall'altra. Roma non sfrutta adeguatamente il predominio a rimbalzo (12-6 nel terzo periodo) e il buon impatto di Datome, che nel primo tempo non aveva inciso. Dall'altra parte il protagonista assoluto è Hackett, anche lui in ombra nei primi due parziali ma capace di tagliare a fette la difesa romana con le sue penetrazioni.
 
Il 60-59 di fine terzo quarto rimanda ogni verdetto all'ultimo infuocato parziale, nel quale la difesa di coach Banchi alza clamorosamente l'intensitá. Roma infatti tiene botta fino al 35º, sul 66-66, ma appena la Mens Sana inizia a ritrovare la via del canestro per l'Acea sono dolori. Un fallo di Datome su una tripla di Janning (che realizza tutti e tre i liberi) da il lá al parziale biancoverde, che non è esplosivo come il 15-0 di sabato scorso ma spezza inesorabilmente un equilibrio fin lì incrollabile. Siena chiude le porte in difesa, anche sfruttando le difficoltà al tiro degli ospiti (5/14 nel quarto finale) e con Moss e Janning raggiunge il +5. Un sussulto di Datome ridá speranza agli ospiti, e su una palla persa di Hackett Roma avrebbe la possibilità del pareggio: lo stesso Datome però forza una conclusione affrettata, e dall'altra parte un fallo antisportivo di Jones (che trattiene vistosamente per la maglia Hackett) chiude i giochi. Quattro liberi a tempo ormai scaduto di Moss fissano il risultato sull'81-71, che proietta Siena ad una sola vittoria di distanza dal settimo titolo consecutivo.

È stata una partita sensibilmente diversa da gara3, quando le squadre si affrontarono a suon di parziali e controparziali. Stavolta invece, per 38 minuti Siena e Roma sono rimaste praticamente incollate nel punteggio. E rispetto a sabato sera, quando le prestazioni balistiche di Datome e soprattutto Brown furono determinanti, le difese hanno contenuto molto meglio sul perimetro, lasciando qualche spazio in piu dentro l'area.
 
L'unica analogia tra le due sfide del PalaEstra è l'ottimo impatto avuto da Roma, che in entrambi i match ha fatto sudare le proverbiali sette camicie alla Montepaschi. Ieri sera, in particolare, la scelta di Calvani di affidarsi maggiormente al gioco interno ha dato i suoi frutti: 61% al tiro da 2 e una buona presenza sotto i tabelloni, almeno nella metàcampo offensiva, con Lawal migliore dei suoi. In difesa, invece, ancora una volta l'Acea ha sofferto i centri di Siena: la mobilità di Ortner ha causato tantissimi problemi ai giallorossi durante la serie, e anche in gara4 l'austriaco ed Eze si sono ben comportati.
 
Le difficoltà perduranti di Goss in questa Finale (ieri sera 0/7 da 3, è 15/50 dal campo nella serie) rappresentano però un grosso problema, soprattutto nei finali di gara quando la difesa senese stringe tantissimo le viti su Datome. E se manca il contributo del secondo violino, fondamentale contro Reggio Emilia e Cantù (soprattutto nei momenti di appannamento dell'MVP del campionato), diventa tutto più difficile. Aldilà dei problemi di Goss, nelle due partite di Siena è mancato qualcosa in difesa: una difficoltà fotografata anche dalle statistiche, con Roma che ha concesso 88 punti complessivi nei secondi tempi. Canestri frutto spesso di errori individuali, o di ingenuità evitabili (tre antisportivi in gara4, quello di Jones ha virtualmente chiuso la partita) che in due partite così tirate assumono una rilevanza ancora maggiore.
 
In casa Siena, invece, non è mancato il solito contributo del trio delle meraviglie Brown-Moss-Hackett, rispettivamente 14, 15 e 16 punti. Ma è stata la vittoria delle seconde linee, non solo dei già citati Ortner (migliore dei suoi per plus/minus, addirittura +18) ed Eze, ma soprattutto di Janning e Sanikidze. L'ex giocatore di Casale, mai continuo nell'arco della stagione ma spesso autore di exploit importanti, firma 7 dei suoi 10 punti nell'ultimo quarto. Mentre abbiamo parlato spesso di come Siena costruisca spesso le sue fortune trovando una buona prestazione di uno tra Kangur, Sanikidze e Ress. Ieri sera è toccato al georgiano, che non ha fatto cose trascendentali ma con 6 punti e 5 rimbalzi si è reso utilissimo alla causa. E anche in difesa è stato ottimo il suo contributo su Jones, come dimostra la scelta di Banchi di impiegarlo negli ultimi decisivi minuti: non era accaduto molto spesso durante l'anno.
 
La Mens Sana si gode quindi una vittoria importantissima, e si avvicina sempre di più ad un altro insperato Scudetto: ma dare per finita questa serie sarebbe un errore imperdonabile. Lo dimostra la semifinale contro Varese, con i biancoverdi anche lì avanti 3-1 ma poi costretti a riprendersi per i capelli la qualificazione in gara7 a Masnago. E lo dimostrano anche le sette vite di Roma, già data tante volte per morta durante l'anno ma sempre capace di risorgere. È innegabile però che ora il pronostico sia tutto da parte di Hackett e compagni, che domani sera proveranno a sfruttare il primo match-point al PalaTiziano.
 
LEGADUE – Playoff – Finale
 
BRESCIA-PISTOIA 70-55 [Serie 1-2]
 
Sarà necessaria almeno un'altra gara per stabilire il nome della squadra promossa in Serie A. La Leonessa Brescia infatti, nonostante ancora priva di Jenkins, si è aggiudicata gara3 contro Pistoia accorciando le distanze nella serie.
 
Prova d'orgoglio della squadra di Martelossi, che pure non aveva certo iniziato bene la gara: le tante difficoltà offensive dei padroni di casa avevano infatti generato il -10 a poco più di tre minuti dall'intervallo lungo. Una situazione che poteva mettere con le spalle al muro la Leonessa, brava invece a reagire con un secondo tempo di clamorosa intensità: 46-25 il parziale dei due quarti finali, sfruttando la clamorosa prestazione di Giddens. L'americano firma 25 punti, pur non segnando mai da tre, con 14 rimbalzi e un irreale 40 di valutazione.
 
Ma non è l'unico protagonista del successo bresciano, con la coppia di lunghi Barlos-Brkic che somma 31 punti e contribuisce a mettere clamorosamente al tappeto il frontcourt di Pistoia. Addirittura 38-23 il saldo finale a rimbalzo, in una delle rarissime occasioni in cui i toscani siano andati così in difficoltà sotto le plance. Ma è stata una serataccia per l'intera Tesi Group, mai in ritmo offensivo (18 palle perse) e crollata anche in difesa nel secondo tempo. La Centrale del Latte, che ha sfruttato il contributo di tutto il suo organico (nove giocatori impiegati, tutti a segno) non paga la serataccia di Fernandez (1/10 dal campo) e dimostra una volta di più di potersi giocare le sue carte contro la squadra di Moretti.
 
Di certo, essere sull'1-2 concedendo 59 punti di media a Pistoia, più che un motivo di orgoglio probabilmente è un dato che non farà quasi dormire di notte lo staff tecnico bresciano. In casa toscana invece, nonostante qualche problema offensivo di troppo evidenziato anche domenica sera, ci si affida anche alla cabala: finora nei playoff Pistoia ha sempre perso gara3, per poi chiudere la serie in gara4. E se non c'è due senza tre, dopo Scafati e Casale in Toscana si augurano sia la volta di Brescia.
 
Al di là della scaramanzia, chiudere stasera sarebbe importantissimo anche per evitare una snervante attesa di cinque giorni per l'eventuale gara5 di sabato sera. Perché Pistoia, nonostante il suo incredibile fattore campo, avrebbe tanta pressione dalla sua parte ed è una condizione che Hicks e compagni vorrebbero a tutti i costi evitare. Appuntamento dunque a stasera per una gara4, inutile dirlo, di enorme importanza.
 
Stefano Blois
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