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Serie A – Playoff – Semifinali
MILANO-REGGIO EMILIA VALE LO SCUDETTO
Jasmin Repesa, coach di Milano.

Max Menetti, coach di Reggio Emilia.

Stefano Blois, mohicano del basket classe 1994, racconta le serie di semifinale.

Roseto degli Abruzzi (TE)
Giovedμ, 02 Giugno 2016 - Ore 23:00

EA7 MILANO-UMANA VENEZIA 4-2
Non bellissima da vedere ma efficace e concreta nel momento del bisogno, l'EA7 strappa quasi sottotraccia l'accesso ad una delle finali più equilibrate ed intriganti della storia recente contro Reggio Emilia. Lo fa dopo una serie contro Venezia che ha visto gli uomini di Repesa reagire nel momento più complicato, firmando tre vittorie consecutive dopo l'1-2 iniziale, con un'importante reazione mentale anche a fronte di equilibri e gerarchie meno consolidate rispetto al passato.
Il merito principale dell'Olimpia resta infatti quello di essersi compattata a livello di squadra, trovando di volta in volta protagonisti diversi: a cominciare da un maestoso Kruno Simon, fondamentale nei due successi esterni del Taliercio, passando per i meno attesi Cerella e Kalnietis (anime fondamentali su entrambe le metà campo nel successo di gara5). I biancorossi hanno così sopperito alla difficile serie di un Batista imploso nella post-season (mai superata quota 9 punti nelle ultime quattro gare), oltre ad un capitan Gentile lontanissimo dai suoi standard abituali all'interno di una stagione tormentata da tanti problemi fisici, ma lasciando comunque un segno decisivo con gli 11 punti nell'ultimo quarto di una gara4 (quella che ha davvero svoltato il confronto) che lo aveva visto fin lì tirare con 0/10 dal campo.
Il resto lo ha fatto una difesa spesso salita di tono in maniera prepotente, ed altra chiave di volta per mantenersi di fatto sempre avanti nel punteggio nelle ultime tre gare. Che tutto sono state meno che passeggiate di salute, vista la strenua resistenza di un'indomita Reyer che si è giocata al massimo tutte le proprie carte: la grande rimonta (dal -13 alla parità) nel secondo tempo di gara6 fotografa nel migliore dei modi il percorso di una squadra capace di reinventarsi con successo in una fase così delicata della stagione. E con qualche riferimento offensivo in più vicino a canestro, assieme ad un apporto diverso di Green nella fase cruciale della serie (-2 di valutazione per l'ex varesino tra gara5 e 6), la squadra di De Raffaele avrebbe potuto giocarsi ad armi davvero pari questo confronto.
 
GRISSIN BON REGGIO EMILIA-SIDIGAS AVELLINO 4-3
Più che una serie è stata una vera e propria battaglia, quella fra Reggio Emilia ed Avellino che alla fine ha visto la Grissin Bon qualificarsi per l'agognata finale. Sette partite ad altissima tensione, con il fattore campo che ha rappresentato una costante (nessuna delle due squadre è mai riuscita ad espugnare il parquet avversario), come la voglia di andare oltre i propri limiti espressa da entrambe le squadre fino all'ultimo secondo di una serie dagli importanti contenuti tecnici ed agonistici, talvolta sfociati anche in eccessivo nervosismo sia sul campo che fuori.
Entrambe hanno infatti dovuto fare i conti con situazioni difficili: gli emiliani di Menetti erano privi di un totem fondamentale sotto canestro come Veeremenko ed hanno successivamente perso Gentile, avendo la forza di reagire anche a livello mentale dopo il tremendo -48 di gara4. Dall'altra parte, la Sidigas con un organico dalle soluzioni decisamente più limitate a livello di talento e profondità: il trio Nunnally-Ragland-Buva ha prodotto il 62% dei punti irpini nell'intera serie e sulle loro spalle è gravato buona parte del peso offensivo biancoverde, fermo restando il contributo importante di tutto l'organico all'interno di un percorso straordinario come quello compiuto dalla Scandone in quest'annata.
Ed alla fine il mazzo più ampio di carte a cui poter attingere ha rappresentato una miniera per Reggio, che nel finale di gara7 ha calato quella decisiva: un Rimantas Kaukenas che a 39 anni si è preso i suoi sulle spalle, firmando i canestri più importanti con giocate di talento, personalità ed esperienza che hanno condotto i suoi alla Finale. Ma è stato un trionfo del gruppo, con tutti gli undici biancorossi a turno protagonisti ed ugualmente importanti per lanciare il nuovo assalto al Tricolore: e mai come stavolta, di fronte alla corazzata milanese c'è un'avversaria che partirà ad armi pari, puntando a coronare lo splendido percorso degli ultimi anni con la gioia più importante.
 
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Stefano Blois
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