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Serie A – Playoff – Finali
MILANO TRICOLORE
Milano festeggia lo Scudetto.

Stefano Blois, mohicano del basket classe 1994, racconta le serie di finale.

Roseto degli Abruzzi (TE)
Giovedμ, 16 Giugno 2016 - Ore 11:30

Dopo la Coppa Italia, anche lo Scudetto: Milano completa una stagione sostanzialmente perfetta in patria, pur all'interno di un percorso tortuoso e caratterizzato anche da momenti difficili. Ma di fatto, il successo degli uomini di Repesa è inappuntabile: sia nelle Final Eight che in questi playoff, mai si è infatti avuta l'impressione che qualcuna potesse davvero far capitolare l'EA7. Che ha invece avuto il merito di salire di tono nei momenti importanti, confezionando un bis che mancava da vent'anni e non pagando la spada di Damocle psicologica (costata spesso cara nel recente passato) del ruolo di grande favorita.
 
Con un gruppo nuovo e mutato nel corso dell'anno tra mercato e infortuni, l'Olimpia ha sempre mantenuto alta la rotta: chiusa al primo posto la regular season sia all'andata che al ritorno, ed affrontati senza grossi patemi i playoff con l'unico vero momento difficile accusato all'inizio della semifinale contro Venezia. Troppa era d'altronde la differenza tecnica, fisica e di profondità con tutte le dirette rivali, compresa un'orgogliosa Reggio Emilia che anche in Finale ha buttato il cuore oltre l'ostacolo ma con troppe poche armi da opporre ai neo-campioni d'Italia.
 
Anche perchè coach Menetti, per il secondo anno consecutivo, si è ritrovato con una difficile situazione d'infermeria nel momento topico: fuori per l'intera serie Stefano Gentile, a mezzo servizio Aradori ed un Veeremenko che ha inciso pochissimo (tre delle ultime quattro gare in valutazione negativa). Dettagli non trascurabili, in un gruppo che ha sempre fatto della vorticosa intensità la propria arma più importante, e dovendo affrontare una serie così lunga (dopo le sette gare di semifinale con Avellino) di fronte ad una formazione tirata invece a lucido per il gran finale.
 
Jasmin Repesa ha beneficiato del pieno recupero di capitan Gentile (oltre 16 di media nelle quattro gare vinte, pur non esprimendosi sempre ai suoi migliori livelli), che ha probabilmente lasciato da vincitore l'Olimpia prima di tentare l'avventura oltreoceano con gli Houston Rockets, e stoppato il turnover degli stranieri che qualche problema lo aveva creato, relegando Jenkins in tribuna assieme a Stanko Barac. Ne è venuta fuori una formazione compatta, che ha saputo trovare risposte da tutti i suoi protagonisti: il premio di MVP è andato per il secondo anno consecutivo a Rakim Sanders, che lo scorso anno fece male all'Olimpia con la maglia di Sassari ed in questo ha regalato con il suo arrivo uno scatto decisivo verso il Tricolore: quasi 14 punti di media nella serie finale, con ottime percentuali (60% da 2, 41% nel tiro pesante) e risultando spesso incontenibile per la difesa emiliana.
 
Ma non è stato certo uno one-man show, quello che ha condotto una delle Milano più operaie della storia recente al titolo. Il tecnico croato, a cui il popolo-Olimpia legava un altro grande dispiacere come lo Scudetto vinto dalla Fortitudo Bologna al Forum nel 2005, ha potuto davvero contare sull'intero collettivo: esempi calzanti in questo senso quelli di Kalnietis e Macvan, il primo sempre più a suo agio nel guidare la squadra (ed anche in fase realizzativa, con gli 11.5 punti di media in Finale) dopo un avvio in sordina, ed il lungo serbo protagonista di una stagione in chiaroscuro ma fondamentale nelle ultime battute di gara-6.
 
Proprio la sfida di martedì al PalaBigi ha regalato lo Scudetto all'Armani, spezzando l'andamento di una serie che aveva visto ancora una volta incrollabile il fattore campo: lecito aspettarselo, visti i ruolini interni con cui si presentavano le due contendenti (18-2 per Milano, 20-1 in casa reggiana) alla serie finale. Ma se in gara-4 e soprattutto gara-3 nella città del Tricolore l'impressione era stata quella di una Milano inferiore ai propri standard, le tre gare del Forum si sono di fatto rivelate ingiocabili per la Grissin Bon, che ha concesso 95 punti di media inseguendo costantemente nel punteggio.
 
L'ultimo a mollare un commovente Rimantas Kaukenas, che ha iniziato la serie da top-scorer dei suoi (27 punti in gara-1) e l'ha chiusa allo stesso modo, con nove punti consecutivi nell'ultimo quarto che hanno disperatamente provato a tenere viva la Grissin Bon contro l'arrembante rientro milanese. L'immagine del quarantenne lituano fotografa però quella di tutta la squadra, uscita a testa alta e con la consapevolezza di aver dato tutto sul parquet: il rammarico di non aver lottato ad organico completo rimane, ma la seconda Finale di fila testimonia una volta di più la bontà di un progetto che con razocinio e competenza ha portato Reggio Emilia ai massimi livelli della pallacanestro italiana.
 
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