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Serie A2 – Roseto Sharks
IDEE PER UNA AUSPICABILE FIORITURA INVERNALE
Tifosi rosetani durante Roseto-Legnano, gara 4 dei playoff 2016/2017. Una immagine bella e di gioia, che vuole essere di buon auspicio per il futuro degli Sharks.
[Mimmo & Andrea Cusano]


Riflessioni dopo lo 0/7 e in attesa del summit societario.

Roseto degli Abruzzi (TE)
Domenica, 12 Novembre 2017 - Ore 16:45

Pensare di far fiorire il Roseto a novembre – e poi in inverno – dopo zero vittorie nelle prime sette gare, può apparire un chiaro segno di pazzia. Ma ormai non si può tornare indietro ed è l’unica cosa da fare, in omaggio a una storia cestistica che ha più di un secolo.

Anche perché altrimenti che si fa? Molli tutto dopo 7 gare, con 23 ancora da giocarne, eventuali playout esclusi? Sinceramente, non ha senso e poi sarebbe indice di mollezza e nessuna volontà di combattere. Parlando di basket, va bene in altre città ma non a Roseto degli Abruzzi.

Questa sera, la società si riunirà. Al tavolo sono previsti il presidente Daniele Cimorosi, il vice presidente Ettore Cianchetti, il general manager Vittorio Fossataro, il team manager Alex Petrilli, il delegato di “I Love Roseto Sharks” Egilas Bonsanti e il direttore sportivo e coach Emanuele Di Paolantonio.

Sul tavolo, carta e penna per disegnare una “road map” che possa portare alla salvezza. All’ordine del giorno, quasi certamente, poche ed essenziali cose. Prima di tutto, chiedere a Emanuele Di Paolantonio se se la sente di andare avanti nel suo doppio ruolo, con tutte le difficoltà connesse. Il coach e direttore sportivo dovrebbe dare la sua disponibilità (altrimenti toccherà trovare un sostituto, a sopresa), quindi si passerà al secondo punto all’ordine del giorno e cioè individuare un giocatore in grado di dare punti e leadership: l’unico rinforzo possibile – a termini di regolamento, esclusi under – fino al termine del girone di andata. Infine, come gestire l’evidente bisogno di supporto psicologico che la squadra ha evidenziato. Perché non si può stare in partita per 4 gare su 7 fino a metà dell’ultimo quarto, per poi sbracare. Insomma: la squadra è mediocre (e infatti deve solo salvarsi), ma tanto dipende pure dall’atteggiamento e dalla determinazione.

Di seguito, andando per capitoletti, proviamo a spiegare perché, secondo Roseto.com, è oggettivamente possibile ancora provare a salvarsi e cosa potrebbe essere utile fare. Sono riflessioni che ci vengono dal tanto tempo passato a raccontare il basket rosetano (vedendone di tutti i colori), avendo iniziato nel campionato 1997/1998: giusto 20 anni fa.

1.PREMESSA.
Per riuscire (forse) a salvarsi è a nostro avviso indispensabile che...
A.L’allenatore attuale o quello nuovo devono dare massima disponibilità a prendere i giocatori uno per uno, giornalmente, aumentando l’impegno e andando oltre il lavoro quotidiano in palestra e cioè lavorandoci sul piano psicologico (in fondo, un giocatore professionista oggi lavora due o tre ore al giorno, quindi qualcosa di più può farla senza problemi, se davvero tiene al suo posto di lavoro).
B.Prima della gara interna contro Imola, arrivi un rinforzo che possa dare sia una scossa all’ambiente sia un po’ di qualità in mezzo a tanta quantità.
C.Nel girone di ritorno, arrivino altri due rinforzi. Perché quasi certamente il girone di andata finirà in una posizione di classifica brutta come quella odierna o solo un po’ migliore.

2.DA OGGI LA CLASSIFICA CHE INTERESSA IL ROSETO È DI 4 POSTI.
Bisogna spiegare alla squadra che il suo campionato è fatto esclusivamente di 4 squadre: le ultime. E che se gli Sharks saranno bravi arriveranno al primo posto (fra le 4), se saranno meno bravi al secondo o terzo posto, mentre se falliranno arriveranno quarti. Concentrare la lavagna della sala riunioni e dello spogliatoi sugli ultimi quattro posti della classifica, soprattutto a livello psicologico, farà risparmiare tempo ed energie, restando concentrati sull’unico obiettivo che è la salvezza.

3.È FINITA QUANDO È FINITA.
Mancano ancora 23 partite, eventuali playout esclusi. Roseto ha zero punti, ma le altre stanno a 2 o 4 punti di distanza. Bisogna crederci ogni partita per 40 minuti e in ognuna delle restanti 23 partite, con un atteggiamento molto più volitivo, intenso e agonisticamente feroce rispetto al precedente. È finita quando è finita. Non prima.

4.PRECEDENTI STORICI.
Serie A 2001/2002. Roseto penultimo. Via coach Cavina, promosso il vice Impaloni. Roseto finisce il campionato al nono posto, accedendo ai Playoff Scudetto (che in quella stagione erano aperti alle prime 12).
Serie A 2005/2006. Roseto invischiato nei bassi fondali della classifica. Via coach Martelossi, chiamato coach Caja. Il Roseto si salva all’ultima giornata, battendo in casa Capo d’Orlando.
Si può fare, lo dice la storia. A patto di crederci.

5.ANNUS HORRIBILIS.
Negli ultimi 20 anni circa, solo una stagione è stata disgraziatissima, quella 2008/2009 con la A2 “Roseto-Fabriano”, ma lì il problema era che i soldi finirono praticamente  a ottobre e la squadra partì che era in zona playoff nei primi due mesi. Poi niente più stipendi e le ultime (se non erro) 13 sconfitte consecutive, con disarmo totale.

6.COMODI SUGLI ATTENTI.
La Società ha il diritto di chiamare a rapporto tutti i propri dipendenti (giocatori e non) e di dettare le regole, chiedendo a ognuno se ci crede ancora. Chi non ci crede, via. Chi ci crede: 100% tutti i giorni, testa bassa, poco o nulla parlare e molto fare. Soprattutto – stando nell’epoca dei social – niente sciocchezze sui social a livello di critica o di scoramento. Solo messaggi positivi. Fino alla fine. Per le critiche ci sono i giornalisti e i tifosi incontentabili o nostalgici. I dipendenti e collaboratori, dritti sugli attenti. E marciare.

7.INVITARE IL PUBBLICO SEMPRE E COMUNQUE: IL CASO FORLÌ 2016/2017.
Tutti i componenti del Roseto Sharks devono invitare il pubblico a non disertare il PalaMaggetti, altrimenti è davvero tutto finito. Anche perché il basket a Roseto è un bene non solo sportivo, ma socio-culturale. E una squadra senza il suo pubblico non ha ragione di esistere. Dunque dire ai tifosi di continuare a frequentare il palazzetto, anche se questo è un campionato in cui si perderanno molte partite e in cui pochi saranno i sorrisi (ci si augura quelli sufficienti alla salvezza). Anche se si perde molte volte, anche se si perde spesso, ci sono ancora i margini per una salvezza, come dimostra lo scorso campionato di Forlì.
Infatti, dopo 7 giornate dello scorso campionato (il Roseto era primo da solo a 12 punti), le ultime erano: Imola e Chieti a 4 punti e Recanati a 2. Forlì aveva 6 punti.
Alla fine del girone di andata (15^ giornata), Recanati era ultima a 4 punti e Forlì penultima a 8 punti. Questo significa che Forlì, dalla 7^ alla 15^ giornata, vinse solo una partita.
Alla 10^ giornata di ritorno, Recanati 12 punti e Forlì 14: ultima e penultima solitarie. Questo significa che in 10 giornate Recanati vinse 4 partite e Forlì 3.
Andò a finire che Recanati arrivò ultima, scendendo in Serie B, mentre Forlì arrivò al penultimo posto e Chieti al terzultimo. Nella corrida dei playout, Forlì riuscì a salvarsi, ribaltando il fattore campo sfavorevole.
Ecco, questo solo per dire che, restando concentrati solo sulle ultime 4 squadre, lottando con tutte le forze per evitare l’ultimo posto e preparandosi fin d’ora alla corrida dei playout, la salvezza è qualcosa che è ancora nelle teste, nei cuori e nelle mani di giocatori e staff. A patto, davvero, di crederci fino in fondo.
E insieme a società e giocatori deve crederci tutta Roseto sportiva.

Speriamo bene e, soprattutto, confidiamo in un generale risveglio di società, staff e giocatori, affinché tutti sappiano fare un salto di qualità, dando il massimo ogni giorno.

In bocca al lupo al Roseto Sharks, affinché riesca a difendere oltre un secolo di storia cestistica cittadina, onorando la maglia.

Luca Maggitti
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