GLI SCARIOLANTI
A mezzanotte in punto
si sente un grande rumor
sono gli scariolanti lerì lerà
che vengono al lavor.
Volta, rivolta
e torna a rivoltar
noi siam gli scariolanti lerì lerà
che vanno a lavorar.
A mezzanotte in punto
si sente una tromba suonar
sono gli scariolanti lerì lerà
che vanno a lavorar.
Volta, rivolta...
Gli scariolanti belli
son tutti ingannator
vanno a ingannar la bionda lerì lerà
per un bacin d'amor.
Volta, rivolta...
FONTE
Vettori Giuseppe, Canzoni italiane di protesta 1794-1974, Roma, Newton Compton, 1975.
INFORMAZIONI
La canzone si riferisce al reclutamento della manovalanza per i lavori della bonifica della Romagna (1880): la mezzanotte della domenica il caporale suonava il corno e i braccianti correvano con le carriole verso il podere. I primi ad arrivare venivano assunti per tutta la settimana, gli altri dovevano aspettare disoccupati sino alla domenica successiva.
No, non è un invito ad “andare a lavorare” rivolto alla Milano maltrattata a Teramo – per tacer di quella seviziata a Cantù – bensì un modo ironico di aprire un minimo ragionamento sui motivi che portano la maionese a impazzire. E cioè: perché una squadra così forte sulla carta, ogni tanto sul parquet sbraca contro avversari nettamente più deboli?
Innanzitutto, la sicurezza del posto di lavoro. Quella che non avevano gli scariolanti.
Non sarà che i coccolatissimi e fortissimi componenti dell’Olimpia Milano sono un po’ troppo anestetizzati, causa prelibatissimi contratti, e proiettati in un mondo a parte, tanto bello e confortevole da far dimenticare, a volte, le ruvide maniere della provincia?
Poi, il gioco di squadra.
Com’è possibile che un simile organico, allenato da un coach “5 stelle” come Sergio Scariolo (supportato dal terzetto Frates-Fioretti-Rossini, valido dal parquet all’irruzione in un film di Quentin Tarantino), abbia pause nel gioco d’insieme tanto esiziali?
E il sovraffollamento?
Dodici giocatori. Non saranno un po’ troppi, nei marosi della suddivisione delle responsabilità?
Esiste una suddivisione dei ruoli precisa? Oppure sono in agguato gli scogli a pelo d’acqua del “todos caballeros”?
E, nel sovraffollamento, un centro vero – titolare da Eurolega – c’è? Ed è Bourousis, il fenicottero dalle arabe caviglie?
Mi si dice: “Zitto, ignorante, Ioannis è uno dei migliori centri d’Europa”. Centro, siamo sicuri?
Io me lo ricordavo più circumnavigatore di aree pitturate con poco bagaglio spalle a canestro. E deve essersi ricordato – a Teramo – le stesse cose Brandon Brown (28 punti, 6 rimbalzi e 31 di valutazione in 28 minuti).
No, perché Fotsis io me lo ricordo forte davvero, ma con un centro vicino come Mike Batiste.
Quali che siano i problemi, in bocca al lupo a Milano (la mia squadra del cuore quando ero piccolo e Bob McAdoo si tuffava), nel pieno interesse di un campionato finalmente equilibrato dopo un lustro.
In bocca al lupo affinché possa continuare a tenere viva la competizione con Siena, magari con un po’ della forza bruta e della feroce determinazione degli scariolanti, pronti a correre al suono del corno del caporale per guadagnarsi la pagnotta.
Perché è un mondo difficile. E chi rappresenta un modello di riferimento nei vari settori della società civile – soprattutto per i più giovani – non dovrebbe mai dimenticarsene.
GLI SCARIOLANTI