Brad Traina. Ad Avellino, finalmente ad alti livelli.
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Terza vittoria consecutiva per la squadra di coach Spahjia, nonostante le assenze di Abdul-Rauf e Di Giuliomaria. Sedima sponsor-amuleto: tre su tre!
Avellino
Domenica, 09 Gennaio 2005 - Ore 22:45
AIR AVELLINO 87
SEDIMA ROSETO 90
Parziali:23-18; 48-42; 68-67; 87-90.
AIR AVELLINO: De Simone n.e., Ferrara, Rodilla 9 (1/2, 1/3), Green 15 (5/8, 1/3), Prato 9 (3/4), Middleton 1 (0/4 da 3), Williams 30 (7/13, 3/4), Ezugwu 3 (1/1), Ryan 13 (2/3, 3/7), Massie 7 (2/5, 0/1), Bloch. All: Markovski.
SEDIMA ROSETO: Abdul-Rauf n.e., Julius 4 (1/3 da 3), La Selva n.e.,Traina 23 (4/6, 4/8), Arigbabu 10 (5/9), Beghin 14 (5/9), Brown 8 (2/4), Woodward 16 (5/9, 1/4), Borromeo n.e., Nikagbatse 10 (0/3, 2/4), Mutombo 5 (1/3, 1/2). All: Spahjia.
ARBITRI: Facchini, Lo Guzzo e Pozzana.
Tiri Liberi: Avellino 21/37; Roseto 19/26.
Cinque falli: Mutombo, Arigbabu, Massie e Williams.
Percentuali di tiro Avellino: 29/58 (8/22 da 3; ro 10, rd 25).
Percentuali di tiro Roseto: 31/64 (9/21 da 3; ro 11, rd 27).
Spettatori 2.500 incasso 15.000 Euro.
LA GARA
Si dice che sono necessari tre indizi per produrre una prova.
E allora dopo le vittorie casalinghe ottenute contro Pesaro e Jesi per il Roseto targato Sedima è arrivata la terza vittoria consecutiva, la seconda esterna stagionale, la prima conquistata ad Avellino da quando le due squadre sono in serie A1.
E’ finita 87-90 con i 100 tifosi rosetani in festa ad abbracciare i propri beniamini, mentre il pubblico di casa aveva di che mormorare per alcune scelte discutibili del coach dell’Air, Markoski, “reo” di aver insistito troppo a lungo su un Middleton fuori condizione.
Per la Sedima è stata ancora una volta la vittoria del cuore di un gruppo straordinario.
Una dimostrazione, in tal senso, sta nel diverso atteggiamento tenuto da Andre Brown, che ha giocato solo due minuti nel primo quarto con una superficialità tale da fare imbestialire coach Spahjia, che infatti lo ha richiamato in panca fino a quando si è visto costretto a rimetterlo sul parquet negli ultimi 6 minuti di partita, dopo che Mutombo e Arigbabu avevano commesso entrambi il quinto fallo. A quel punto Brown aveva di fronte un bivio morale e professionale: proseguire nel suo atteggiamento e fare appello all’orgoglio, al carattere. Ha scelto questa seconda strada ed ha fatto “sfracelli”: 0 punti e nessun rimbalzo nei primi 2 minuti di impiego; 8 punti, 6 rimbalzi e un “incredibile” 4/6 dalla lunetta negli ultimi 6 minuti di partita.
La Sedima la partita l’ha vinta non solo grazie a Beghin, ma probabilmente gettando le fondamenta fin dal riscaldamento quando Abdul-Rauf, ancora costretto a dare forfait ma in panchina per onore di firma, si è messo a dare il “cinque” ai compagni che facevano gli esercizi di terzo tempo, e poi l’ha costruita con un gioco di squadra in cui tutti, a turno, si sono eretti al ruolo di protagonista: dall’influenzato Woodward (16 punti e 4 assist il fatturato di uno che non doveva nemmeno giocare) all’ex oggetto misterioso Traina (23 punti di cui 11 nel terzo quarto, quello della rimonta), da Arigbabu (che ha sfiorato la doppia doppia) al sontuoso Beghin, fino ad arrivare a Nikagbtase e a Julius, capace di portare a termine addirittura un’azione da 4 punti.
Dal meno 12 del 18’ (44-32) la Sedima è rientrata con la difesa (la match up ormai proverbiale di Spahjia) passando per il 48-42 dell’intervallo e raggiungendo la lepre irpina (grazie anche ai suoi molti errori dalla lunetta) nel terzo quarto.
Quindi il finale palpitante vietato ai deboli di cuore, in cui la differenza l’hanno fatta, oltre ai liberi di Beghin, il furore agonistico di Beghin. Al giro di boa del campionato la Sedima ci arriva con tante buone ragioni per sorridere: 14 punti in classifica, 3 vittorie consecutive, due esterne sui campi di altrettante “pericolanti”, ma soprattutto con la consapevolezza che questo è un gruppo che se puntellato può regalare grandi soddisfazioni.
LE INTERVISTE
Zare Markovski, coach Air Avellino.
“Abbiamo tirato meglio di Roseto, sia da 2 punti che complessivamente, ma abbiamo sbagliato ben 16 tiri liberi sui 37 tentati, e questa è una chiave di lettura, oltre ai rimbalzi che abbiamo lasciato nelle mani dei nostri avversari”.
Neven Spahjia, coach Sedima Roseto.
“Le nostre tre vittorie consecutive? Semplice sono rientrati Woodward e Beghin e anche la qualità degli allenamenti è cresciuta. Voglia di andare via? Non l’ho mai avuta. Io sapevo fin da subito del budget di cui la società poteva disporre, e se ho accettato è perché ho ritenuto ci fossero le condizioni per lavorare bene. Poi abbiamo avuto dei problemi con gli infortuni ma ora le cose si stanno sistemando, anche se abbiamo ancora fuori due giocatori come Rauf e Di Giuliomaria”.
LE PAGELLE
Julius 6,5 – Messo in campo già nel primo tempo ha subito un impatto determinante. Poi fa il suo con grande disciplina tattica.
Traina 7,5 – Alla migliore prestazione stagionale dopo quella con Siena, soprattutto nel terzo quarto fa impazzire la difesa irpina con canestri impossibili e con “uno-contro-uno” decisivi.
Arigbabu 7 – E’ bravo a non lasciarsi condizionare più di tanto da una situazione falli difficile da subito. Sfiora la doppia doppia.
Brown 6,5 – Da prendere a calci per come approccia la partita. Da applausi a scena aperta per come ritorna in campo dopo tanta panchina punitiva. Finalmente una prova di carattere e un finale da maturità.
Woodward 7 – Se si pensa che non avrebbe dovuto nemmeno giocare, alle prese con una forte influenza, la sua prestazione assume i contorni dell’impresa eroica. E’ un altro giocatore rispetto all’inizio della stagione.
Beghin 8 – Soffre in avvio e poi medita il riscatto in panchina. Quando rientra in campo diventa decisivo sia a rimbalzo che in difesa che in attacco, con le sue soluzioni ai limiti della perfezione stilistica e tecnica.
Nikagbatse 6,5 – Ogni tanto va fuori giri ma ormai il suo rapporto di amore e odio con il coach sembra volgere al lieto fine.
Mutombo 6 – Anche lui è subito condizionato dai falli ed è costretto ad una lunga permanenza in panchina. Rientra per mettere una tripla di grande importanza.
Giorgio Pomponi
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